Pastel

Il pastel (da leggersi “pasteu”, come Brasil è “Brasiu”) si acquista e consuma presso una bancarella, solitamente al mercato o in fiera. Bisogna anche ricordarsi di pagarlo, visto che funziona così: tu arrivi, ordini il pastel, ti destreggi tra la folla che solitamente accerchia la bancarella, trovi una seggiolina di plastica, ti ci accomodi e gusti il tuo cibo, magari ti alzi e vai da un’altra parte a prenderti un bicchiere di garapa e poi paghi. Io, l’ultima volta, ho totalmente dimenticato di eseguire l’ultima fase del processo.
Sostanzialmente il pastel è un gigantesco raviolo fritto. La pasta ha più sfoglie e la consistenza, per riportarla a qualcosa di noto, della parte più croccante della frittelle nostrane (per intenderci: quando si gonfiano e formano quello strato dorato che ha i crateri come la superficie lunare). Il ripieno è a scelta: uova e bacon, formaggio, formaggio e scarola, tonno e cipolle, baccalà etc…più le versioni dolci. Il mio ultimo assaggio è stato baccalà con formaggio: davvero notevole. Sarà che quando le cose son gratis son più buone…

pastel1

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