Mandioca fritta

Eccoci, finalmente, a parlare della mia dipendenza culinaria. Lo ammetto, ho un problema, ma non voglio risolvero in alcun modo.

La mandioca (da leggersi mangioca) è una radice originaria del Brasile e poi esportata ovunque fino a fare della Nigeria il suo maggior produttore. La sua consistenza è simile a quella della patata, ma con una buccia più scura, più spessa e più dura e se ne fa praticamente un uso identico: si può farne farina, si frigge, se ne fa una purea o si usa come ingrediente in molti piatti, dolci e salati. Una volta che la si è provata fritta, però, ci si convince che il suo fine elettivo sia proprio quello di giacere nel piatto tagliata a pezzi grossi, unta e croccante. Credo non abbia nemmeno bisogno di essere salata, tant’è saporita di natura. Si riconosce una buona mandioca fritta dalla presenza di sfilacciamenti che, passati in olio, diventano la parte più fragrante ed apprezzata di ogni singolo boccone.

Mi domando perchè mai le cose più buone debbano essere fritte. Perchè ad un piacere si debba sempre associare un senso di colpa. Perchè mai siamo sistemi vulnerabili, che s’ingolfano, arrugginiscono o deformano se vi introduciamo, in quantità ragguardevoli, determinate sostanze. Qualcuno mi dia una risposta.

Non m’importa chi sono, da dove vengo e dove vado; m’importa sapere perchè mai non posso nutrirmi di sola mandioca fritta.

mandiocamandioca_fritta_ok


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