Brazil blackin’ out

Ad un certo punto la radio e la luce del salotto hanno cominciato a funzionare a tratti. Buio, luce, buio, luce fioca…musica, interferenze, musica deformata, rumore a tratti, silenzio. Penso ad un black out come a un mega “PUFF” seguito dal nulla, non a un lento decrescere di energia. Di fronte alla bizzarra fenomenologia del black out brasiliano ho pensato, nell’ordine: ad una apparizione satanica, al terremoto, al 2012 Maya anticipato ed, infine, al black out.
Ero sola a casa ma dopo aver appurato che le opzioni 1, 2 e 3 non erano probabili, mi sono rilassata ed ho assistito allo spettacolo di una cittá come San Paolo divorata dalle tenebre. Certo, ci sono i soliti privilegiati con il generatore privato, ma il profilo di questa megalapoli sempre viva, d’un tratto, s’é modificato. Debole e spenta, pareva piú umana, piú vicina e, complice la luce delle candele, anche piú romantica…

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2 Risposte to “Brazil blackin’ out”

  1. PB Says:

    Io prima di tutto avrei pensato ad un distacco della retina con annessa infezione uditiva…mamma infermiera=figlia ipocondriaca a tratti…

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