Archive for the ‘Lo sapevate che?’ Category

Appendere la borsa al chiodo

novembre 11, 2009

Abbandonare la borsa a terra, qui, é un delitto. Camerieri e gestori evitano in qualsiasi modo che tu lo faccia. Anche con il locale pieno, riescono a procurarti una sedia da riservare a borse, giacche e appendici varie. Penso a quante volte, in Italia, mi sono trovata appiccicata al bancone lamentando l’assenza di un piccolo gancio al quale appendere la borsa. In Minas, la rivelazione: in un ristorante arabo mi portano un minuscolo tripode da tavolo che volto e rivolto finché non scopro essere un gancio. Stefania mi dice che si compra tranquillamente ovunque. Non trovo il modello con i tre tentacoli ma riesco a procurarmene uno piú snello e portable che ora sta sempre in borsa. Comodissimo.

gancio_appendi borsa

gancio_appendi borsa

Melissa shoes

novembre 8, 2009

Avete presente le ballerine lanciate da Kartell? Quelle in monofusione di gomma…ebbene, da anni in Brasile esiste Melissa, un brand nazionale che produce scarpe la cui caratteristica è proprio quella di essere interamente di gomma. Se ne vedono in giro a migliaia e, sebbene il costo di un paio di ballerine Melissa sia piuttosto contenuto (circa 50 R$), sono quasi tutte imitazioni. I modelli sono spesso co-brandizzati. Quelle che il Tato mi ha regalato nascono dall’alleanza Melissa – Vivienne Westwood ed io le adoro! Fa effetto vedere scarpe col tacco in monufusione o brogues completamente in gomma. Il materiale emana un profumo dolcissimo e persistente, il problema è il piede all’interno in un contesto tropicale…
Scopro ora dal sito che probabilmente le commercializzano anche in Italia.

melissa shoesmelissa shoesmelissa shoes

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La do via_la do sulla via_sulla via do…

settembre 15, 2009

Continua da “un sabato qualsiasi prima che tutto cambiasse”.

Giunti a casa loro (di Antonio e Valdira), nell’ordine:  salutiamo Fedra e Chiara, i due cani di casa, salutiamo Tonino, cerco di far desistere Valdira dall’affidarmi la gestione del suo sito internet e decidiamo di mangiare fuori.
All’abbondante cena a base di pizza in un tipico ristorante rodizio (a prezzo fisso, qualsiasi cosa tu mangi e in qualsiasi quantità), seguono un buon caffè alla cannella e un dignitoso giro per viados. Valdira è infatti convinta che siano un’esclusiva brasiliana e così s’infila in ogni traversa di Av. Indianapolis alla ricerca di uno/a che sia, come ripete in continuazione lei, “completamenci nudo”. Fortunatamente non ho l’onore di gustarmi un ben fornito “frontale”, ma scorgo lati B e balconate di prima classe. Tonino sopporta divertito il tour e ci rivela che il termine “viados”, da scriversi corretamente “veados”, significa cervo e allude alla grazia delle falcate di questi giunonici ma splendidi ragazzi di strada. Niente a che vedere con le associazioni, fatte per assonanza, che avevo in testa.

“Mi consegni la borsa, per favore.”

settembre 13, 2009

Puoi pensare ad uno scippo con stile, alla maniera di Lupin: “Sarei molto grato di poterLa privare della sua borsa e di tutto il suo contenuto”, ma sono proprio i toni gentili a indurti a credere che ci sia dell’altro. Se stai in piedi in metro o in autobus con una o più borse in mano, appese alla spalla, tra le gambe o sollevate per i denti, chi è seduto può  offrirsi di portarle  sulle sue gambe.

Ma ve lo immaginate il milanese-tipo che fa una cosa del genere?!Il suddetto vi odia solo per il fatto che non possedete un’auto, che avete fatto spesa, che  rubate ossigeno e spazio di manovra.

Riflessioni sulla tazza

settembre 6, 2009

Lo sapevate che in Brasile  la carta igienica non si butta nel wc? Ebbene si, la si getta in un cestino appositamente posto accanto al sanitario. All’inizio pensavo si trattasse di un uso legato a vecchi sistemi idraulici e che non potesse essere generalizzato all’intero paese ed invece, dai locali pubblici alle abitazioni private, vicino alla tazza spunta sempre un bel cestino. Ad oggi, talvolta, ancora mi rifiuto di riporre la carta usata lì dentro. La mia è a volte distrazione e altre presunzione. Contro la prima posso far poco (anni e anni di abitudine!) ma sulla seconda c’è da riflettere: ancora non mi sono imbattuta in un bagno maleodorante, anzi, vi sono localini da lunch milanesi con il minuscolo bagno di inizio ‘900 decisamente più rivoltante di qualsiasi bagno finora visitato qui; inoltre comincio a pensare che il modo brasiliano sia più ecologico del nostro, definendo, nelle acque sporche, la presenza di solo materiale organico. Devo pensarci ancora un po’ su.

Vado in bagno a riflettere…